Trasferire un paziente in carrozzina in sicurezza
Un trasferimento fatto in pochi secondi può avere conseguenze che durano settimane: una caduta, una spalla dolorante per chi assiste, una paura nuova per la persona assistita. Trasferire un paziente in carrozzina non significa semplicemente sollevarlo e spostarlo. Significa valutare capacità residue, equilibrio, dolore, ambiente e ausili disponibili, scegliendo ogni volta la tecnica più adatta.
Per familiari, caregiver e operatori, l’obiettivo non è fare tutto al posto della persona. È permetterle di partecipare quanto può, proteggendo al tempo stesso chi riceve e chi esegue il trasferimento. Una procedura corretta favorisce autonomia, comfort e continuità della riabilitazione domiciliare.
Prima di trasferire un paziente in carrozzina: la valutazione
La stessa tecnica non va bene per tutti. Una persona che mantiene il controllo del tronco e riesce a reggere parte del proprio peso sulle gambe può effettuare un trasferimento in piedi con assistenza. Chi presenta debolezza marcata, paralisi, dolore importante, confusione, vertigini o rischio di perdita di coscienza richiede invece un approccio diverso, spesso con ausili specifici e con due operatori.
Prima di iniziare, osservate come la persona si muove abitualmente. Chiedetele se sente dolore, se ha avuto capogiri, se porta un tutore o se una gamba è più debole dell’altra. Anche una domanda semplice, come “Quale lato preferisce usare per alzarsi?”, può evitare manovre scomode e poco sicure.
Verificate poi quattro condizioni pratiche:
- la carrozzina è della misura corretta, integra e con i freni inseriti;
- pedane e braccioli non ostacolano il movimento;
- il percorso tra letto, poltrona, bagno o auto è libero da tappeti, cavi e oggetti;
- la persona indossa calzature chiuse e antiscivolo oppure calze con suola antiscivolo.
È utile controllare anche l’altezza delle superfici. Il passaggio da una superficie più alta a una più bassa è in genere più semplice, ma non è automaticamente sicuro: dipende dalla capacità della persona e dalla distanza da coprire. Quando il dislivello è marcato, un ausilio può essere necessario.
Posizionare correttamente la carrozzina
La carrozzina va avvicinata il più possibile alla superficie di partenza. Per un trasferimento dal letto, di solito viene collocata sul lato più forte della persona, con una lieve angolazione rispetto al bordo del letto. In questo modo la rotazione richiesta è minore e il movimento risulta più naturale.
Inserite entrambi i freni. Sollevate o rimuovete le pedane, se previste dal modello, per evitare che piedi e gambe restino incastrati. I braccioli estraibili o ribaltabili possono agevolare un trasferimento laterale con tavola, ma non devono essere rimossi se la persona necessita di appoggio stabile durante la manovra.
Una carrozzina non regolata o non adatta alla corporatura può rendere difficile anche il trasferimento più ben eseguito. Seduta troppo alta, larghezza insufficiente, pedane mal posizionate e cuscino instabile modificano l’equilibrio e aumentano lo sforzo richiesto. Per questo la scelta dell’ausilio fa parte della prevenzione, non è un dettaglio successivo.
Trasferimento in piedi con rotazione: quando è indicato
Il trasferimento in piedi con rotazione, spesso chiamato pivot, è indicato solo quando la persona riesce a sostenere almeno in parte il proprio peso, comprende le istruzioni e mantiene una sufficiente stabilità del tronco. Non va improvvisato in presenza di cedimenti delle ginocchia o dopo un recente episodio di caduta.
Fate sedere la persona sul bordo del letto o della poltrona, con entrambi i piedi ben appoggiati a terra. Le ginocchia dovrebbero restare leggermente più basse rispetto alle anche, senza scivolare in avanti. Chiedetele di portare il busto verso il bordo e di spingere, se possibile, con le mani dalla superficie di partenza, non tirando il collo o le spalle di chi assiste.
Chi aiuta deve avvicinarsi, mantenere la schiena in posizione neutra e piegare le ginocchia. È preferibile guidare il bacino con una cintura di trasferimento, quando indicata, piuttosto che afferrare la persona sotto le ascelle. Sollevare da sotto le ascelle può causare dolore alle spalle, instabilità e lesioni, soprattutto nelle persone fragili.
Al segnale concordato, la persona si alza spingendo con le gambe e con le braccia. L’assistente accompagna il movimento, senza ruotare il proprio tronco mentre sostiene il peso. Si esegue una piccola rotazione con passi brevi fino a sentire la carrozzina dietro le gambe, quindi si scende lentamente, portando il busto leggermente in avanti. Una volta seduti, si sistemano bacino, schiena, piedi e pedane.
Trasferimento laterale con tavola
Quando la persona non può alzarsi in piedi ma possiede una buona funzionalità delle braccia e del tronco, una tavola di trasferimento può ridurre il dislivello e consentire uno spostamento laterale a piccoli avanzamenti. È una soluzione frequente in alcune condizioni neurologiche o dopo periodi di ridotta mobilità, ma richiede addestramento e una valutazione individuale.
Le due superfici devono essere molto vicine e il più possibile alla stessa altezza. Una parte della tavola viene inserita sotto una coscia o sotto il bacino, l’altra appoggia in modo stabile sulla carrozzina. La persona si sposta gradualmente, usando le mani per sostenersi. L’assistente resta vicino per prevenire scivolamenti, senza trascinare il corpo sulla tavola.
Attenzione alla pelle: attrito e trascinamento possono creare arrossamenti, soprattutto in presenza di cute fragile, ridotta sensibilità o rischio di lesioni da pressione. Un cuscino antidecubito adeguato e controlli regolari della pelle sono parte integrante della gestione quotidiana della carrozzina.
Sollevatori e ausili: quando servono davvero
Se la persona non riesce a sostenere il peso, ha un controllo del tronco insufficiente o necessita di assistenza completa, il sollevatore è spesso la scelta più sicura. Può essere mobile, a soffitto o associato a sistemi specifici per bagno e letto. La scelta della tipologia e dell’imbragatura dipende dalla diagnosi, dal tono muscolare, dalla conformazione corporea e dagli spazi disponibili in casa o nella struttura.
Il sollevatore non sostituisce la formazione. Un’imbragatura inserita male può causare fastidio, scivolamento o pressione eccessiva. Occorre verificare taglia, stato del tessuto, cuciture, punti di aggancio e portata massima. Per trasferimenti ripetuti, ad esempio da letto a carrozzina e dalla carrozzina al bagno, un’ergoterapista o un fisioterapista può indicare la configurazione più funzionale.
Esistono anche teli a basso attrito, dischi girevoli, cinture di trasferimento e sistemi di sollevamento in piedi. Ogni ausilio risponde a un bisogno preciso. Acquistare un prodotto senza una prova pratica può portare a utilizzare poco o male uno strumento potenzialmente utile.
Errori da evitare durante il trasferimento
L’errore più comune è fare in fretta. Quando la persona è stanca, ha appena mangiato, soffre o è agitata, conviene fermarsi e rivalutare. Un trasferimento rinviato di qualche minuto è preferibile a una manovra eseguita con fretta e forza eccessiva.
Evitate di tirare braccia, mani o indumenti, di lasciare i freni della carrozzina sbloccati e di chiedere alla persona di aggrapparsi al collo dell’assistente. Non sottovalutate nemmeno i cambiamenti improvvisi: una nuova debolezza da un lato, difficoltà nel linguaggio, dolore toracico, fiato corto, confusione o svenimento richiedono una valutazione sanitaria urgente, non un ulteriore tentativo di trasferimento.
Anche il caregiver va tutelato. Mal di schiena ricorrente, affaticamento o timore di far cadere la persona sono segnali concreti che la tecnica o l’ausilio devono essere rivisti. Nelle situazioni complesse, chiedere una dimostrazione pratica a un professionista è una scelta responsabile, non una mancanza di esperienza.
Un trasferimento sicuro sostiene l’autonomia
La sicurezza non coincide con l’immobilità. Se la persona può contribuire spostando il peso, usando un bracciolo o seguendo una sequenza di movimenti, questa partecipazione va incoraggiata con tempi realistici e indicazioni chiare. Conservare le abilità residue aiuta la fiducia, la mobilità quotidiana e il percorso riabilitativo.
In Ticino, una valutazione al domicilio può essere particolarmente utile quando spazi stretti, bagno poco accessibile o dislivelli rendono difficile passare dal letto alla carrozzina. Osservare la manovra nel contesto reale permette di individuare piccoli adattamenti che proteggono la persona e rendono ogni gesto quotidiano più sereno.